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Ecco perché sono la social media manager di chi si occupa di benessere sessuale.

  • Immagine del redattore: XESS_COMMUNICATION
    XESS_COMMUNICATION
  • 30 gen 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Il motivo principale è la mia esperienza diretta e il mio percorso personale.


Ho iniziato ad esistere sui social circa 5 anni fa, con un profilo in cui pubblicavo le mie illustrazioni, che spesso avevano carattere erotico-surreale, ma nulla di esplicito. Alle illustrazioni avevo affiancato una rubrica sulla divulgazione sessuale. Avevo decine di migliaia d i follower quando, per colpa di un capezzolo (non realistico) captato dall'algoritmo o degli argomenti che avevo deciso di trattare, Instagram mi chiude il profilo senza possibilità di replica.


È stato breve, ma utile. Approcciarmi per la prima volta all'argomento sesso sui social mi ha dato la possibilità di capire quanto fosse importante parlare di quegli argomenti, e ai tempi erano pochi gli account che lo facevano.

Le persone trovavano conforto e confronto su temi di cui non poteva parlare con nessuno, ma palesemente non era facile, quantomeno non su IG.


Facciamo un passo indietro: anni fa usare Instagram era diverso, era più semplice crescere e farsi notare, ma non era facile poter aggirare la censura perché gli algoritmi erano meno studiati e meno esplicitati. Era tutto un po' random e io non avevo le competenze che ho adesso.


Una volta che ho subito il ban, ho ritentato un paio di volte, ma come sempre i profili venivano chiusi. Mi sono lasciata scoraggiare e ho preso una pausa dai social. Poi, poco prima della pandemia ho deciso di avviare il progetto XESS_EDUCATION, sfrutto le mie conoscenze di comunicazione e grafica e subito dopo il lockdown inizio a postare.

Nel giro di pochi mesi iniziano ad arrivare i primi follower, costruisco una community affiatata e fidata, e arrivano le prime collaborazioni con brand del settore. Inizialmente vengo contatta da piccoli sexshop, successivamente da brand di fama nazionale e internazionale. Iniziano ad arrivarmi prodotti per il benessere sessuale da chiunque, arrivo ad averne un centinaio. Comincio a pubblicare recensioni e a studiare il settore.

In quel momento ho capito che questa sarebbe stata la mia strada.


Nel periodo pandemia ho avuto ovviamente difficoltà a trovare lavoro, quindi abbandono tutte le strade che avevo percorso post laurea (grafica, illustrazione e fotografia) e intraprendo un nuovo percorso: il social media management e la digital strategy. Approfitto del tempo che avevo a disposizione frequentando un master e una decina di corsi online, mentre metto in pratica tutto quello che apprendo direttamente sul mio profilo social. La differenza è sostanziale:


Si può capire l'esatto momento in cui ho iniziato ad usare Instagram con un criterio e applicando le mie strategie senza incappare più in censure, ban e tutte le trappole della piattaforma.




Giusto il tempo di acquisire sicurezza e fare pratica sul campo e nel giro di qualche mese inizio ad affiancare le prime aziende del settore, alcune delle quali sono con me ancora adesso.

Negli anni si sono susseguiti sexshop e liberə professionistə del settore, dandomi la possibilità di capire quali progetti sono più o meno adatti alle mie corde.





Ciò che ha influito tantissimo sulla scelta del settore di mercato da presidiare è la voglia di aiutare chi ha avuto o potrebbe avere le stesse difficoltà che ho avuto io.

Chi tratta temi legati al benessere intimo, sessuale, mestruale o relazionale è oggettivamente messə in difficoltà da Instagram e da tutti gli altri social.

Le visualizzazioni sono limitate quindi è difficile crescere senza fare sponsorizzate, è difficile accedere alle ADV perché i temi violano le normative, ogni giorno dobbiamo trovare un nuovo escamotage per non farci censurare e ci auto-limitiamo e questa è solo la punta dell'iceberg.

Però ne vale la pena affrontare queste difficoltà per sensibilizzare su certi temi, e per la maggior parte di noi è fondamentale avere una vetrina sui social. Ed è proprio che mi ha spinto a non arrendermi anni fa, ed è ciò che ancora alimenta la mia perseveranza, nonostante tutto e tutt3.


Ad un certo punto mi sono chiesta: in che modo posso semplificare la riuscita del mio intento?


  • Affiancando le persone con cui condivido ostacoli e ideali, che hanno compreso il valore e la responsabilità di parlare di sessualità.

  • Rendendo i social, che poi sappiamo essere il mezzo con cui la maggior parte delle persone si informano, un posto sicuro. Un luogo in cui regna un'informazione corretta, aggiornata, inclusiva e alla portata di tutt3.

  • Facendo sì che Instagram sia una vetrina accessibile a tutt3 l3 professionist3, senza distinzioni di argomenti o ruoli, in cui ogni persona può esprimere i propri valori e far capire in che modo può aiutare il prossimo.





Il settore di mia competenza è principalmente il benessere intimo: ovvero affianco tutte quelle figure professionali e aziende che si occupano di benessere sessuale, mestruale e relazionale, trasformando i loro profili social in un rifugio di consapevolezza e inclusione.

La mia missione è quella di rendere la comunicazione su questi temi positiva, rispettosa, inclusiva e priva di stereotipi e discriminazioni.

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